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Scoglio Volante

Marco Castello

Ho il nome della figlia di Ceo e Febe
Che aveva sangue di titani nelle vene
L'onnipotenza avida dell'aquila sfuggita
In mare si tuffò, da uccello travestita

E preso dalla pena, il Dio, vedendola affogare
In isola la volle trasformare
Da stella a scoglio Asteria tra le onde incastonata
Da allora come Delia è conosciuta
Chissà se poi per caso o per antica omonimia
Storicamente dedita ai culti della luce sarà la gente mia

Dopo millenni noi dеi miti non sappiamo un cazzo
Tanto più in questo equivoco dei nomi
Eppurе sento in me un bruciare antico
Che mi connette agli inferi che battono
E al cielo che respira

E stanca del teatro, della stupidità umana
Sapete che vi dico?
Mi scotolo di dosso i parassiti
Rompo gli ormeggi, inizio a navigare, anzi no
Come una tartaruga negli abissi a sprofondare, anzi no
Con un boato di mare e di terra mi tiro su, stravolgo la battaglia
Mi alzo, il nome mio è di quaglia
Mi stacco dai fondali e senza ali
Da isola volante torno ad abitare i cieli

Chi guarderà da giù vedrà la scritta:
'I pettri carunu
'U cori è d'azzaru
Nui vincemu

Guarda cosa abbiamo trovato nel fiume
Wow

Composição: Marco Castello