Il gusto di esistere
Con un dottore, un lettino e un soffitto dall'aria sgualcita,
son ritornato indietro a cercare il mio orologio, la vita,
che avevo perso dal sacco deluso dei sogni dal fondo bucato,
quanto ci ho messo a capire le cose che avevo sbagliato.
Quando ho sentito una pace staccarmi da queste mie gambe
e son cresciuto d'altezza e arroganza, per sentirmi grande,
cadendo dentro le storie degli altri in un modo contorto e banale,
per poi lasciarle così, senza neanche vederne il finale.
E il gusto di esistere me l'ero scordato
in un campo di brividi e di filo spinato,
e sembrava un reato.
Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza, [Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza,]
di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza, [di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza.]
ho lavorato ed ho perso del tempo, ma sempre come un apprendista,
e con la vita pian piano ci siamo un po' persi di vista.
[Ma il gusto di esistere...]
Ma il gusto di esistere mi stava tornando,
sotto forma di traffico con il suo sotto fondo.
E il tempo e la polvere in senso antiorario
tornavano ad essere questo mio desiderio,
e il suo esatto contrario.
Ma ho sotterrato il presente distante e mi son ritrovato nuovo,
come una pianta che nasce da un seme o una bestia da un uovo,
ed ho pagato il biglietto di vivere in una maniera diversa,
come l'omino che corre all'uscita di sicurezza.
[Perché il gusto di esistere...]
Perché il gusto di esistere, da quando son nato,
il gusto di esistere non mi è ancora passato!
[Perché il gusto di esistere, da quando son nato...]
Perché il gusto di esistere non mi è ancora passato!
O gosto de existir
Com um médico, uma maca e um teto amassado,
voltei atrás pra buscar meu relógio, a vida,
que eu tinha perdido do saco decepcionado dos sonhos furados,
quanto tempo levei pra entender as coisas que errei.
Quando senti uma paz se afastar dessas minhas pernas
e cresci em altura e arrogância, pra me sentir grande,
mergulhando nas histórias dos outros de um jeito torto e banal,
pra depois deixá-las assim, sem nem ver o final.
E o gosto de existir eu tinha esquecido
em um campo de arrepios e de arame farpado,
e parecia um crime.
E procurei os amores mais adequados à minha sonolência,[E procurei os amores mais adequados à minha sonolência,]
daquele tipo que, na troca de afeto, dá pra viver sem,[daquele tipo que, na troca de afeto, dá pra viver sem.]
trabalhei e perdi tempo, mas sempre como um aprendiz,
e com a vida, aos poucos, nos perdemos de vista.
[Mas o gosto de existir...]
Mas o gosto de existir estava voltando pra mim,
sob a forma de trânsito com seu fundo sonoro.
E o tempo e a poeira em sentido anti-horário
voltavam a ser esse meu desejo,
e seu exato oposto.
Mas eu enterrei o presente distante e me encontrei novo,
como uma planta que nasce de uma semente ou uma fera de um ovo,
e paguei o ingresso pra viver de um jeito diferente,
como o cara que corre pra saída de emergência.
[Porque o gosto de existir...]
Porque o gosto de existir, desde que nasci,
o gosto de existir ainda não me abandonou!
[Porque o gosto de existir, desde que nasci...]
Porque o gosto de existir ainda não me abandonou!
Composição: Giampiero Bigazzi / Marco Masini