Exibições da letra 9

La Caduta di Solveig

Astrikos Katoikos

Vi fu un tempo in cui l'ira fu giustizia
Il rancore divenne una sentenza
Ogni torto custodito nella carne
Prolungava la propria permanenza

Solveig fece memoria del supplizio
Dell'offesa una legge personale
Il passato divenne la sua patria
Il rancore un verdetto ancestrale

Chi conserva l'odio contro l'altro
Gli concede dimora nella mente
Ogni oltraggio nutrito dalla collera
Rende vivo chi ormai non è presente

Solveig cadde prigioniera del passato
Con I morti ancora nella memoria
Chiese al tempo il saldo dei suoi debiti
Diede all'odio il seguito della storia
Solveig cadde per fedeltà al dolore
Anno dopo anno crebbe la condanna
Il rancore le promise la giustizia
Poi divenne il carceriere dell'anima

Credeva di difendere se stessa
Conservando intatto il torto antico
Ogni giorno dedicato alla vendetta
Rendeva ancora presente il nemico

L'ira possiede una ragione astuta
Sa vestire la vendetta da virtù
Ogni pena sembra necessaria
Quando l'odio detta la sua verità

Quanto più Solveig ricordava
Più l'offesa reclamava potestà
Ciò che un giorno le era stato inflitto
Divenne parte della sua identità

Troppo a lungo il dolore custodito
Può mutarsi in intima dottrina
Chi ha sofferto difende la condanna
Finché crede che sia la sua natura

Solveig cadde prigioniera del passato
Con I morti ancora nella memoria
Chiese al tempo il saldo dei suoi debiti
Diede all'odio il seguito della storia
Solveig cadde per fedeltà al dolore
Anno dopo anno crebbe la condanna
Il rancore le promise la giustizia
Poi divenne il carceriere dell'anima

Settecento anni stretta dalle catene
Settecento sotto la stessa pena
Ogni secolo nutriva il precedente
Ogni giorno ribadiva la catena

Forse tutto era iniziato molto prima
Quando il perdono le sembrò viltà
Dimenticare equivaleva al tradimento
Della propria dolorosa verità

L'odio esige sempre un altro tributo
Prima prende la pace e poi l'essenza
Alla fine resta nella coscienza
Come un giudice che rinnova la sentenza

Solveig volle vincere il nemico
E ne accolse lentamente la sostanza
Il rancore compie la metamorfosi
Che dell'altro perpetua la presenza

Solveig, Solveig, quanto costa la vendetta
Se il tributo siamo infine noi?
Quanto resta nostro nella mente
Quando l'altro continua dentro noi?

La libertà comincia quando il torto
Perde infine autorità sul presente
Quando il male ricevuto resta antico
E non governa più la nostra mente

Nessuna pena rende ciò che è stato
Nessun giudizio annulla la violenza
La vendetta prolunga l'aggressore
Dentro chi ne custodisce la presenza

Solveig comprese tardi quella legge
Il supplizio più feroce era interiore
Sette secoli contro I suoi nemici
Avevano allevato il successore

Lei custodiva ancora la catena
Lei rinnovava ancora la condanna
Ogni giorno dato al risentimento
Aggiungeva un anello alla sua pena

Poi le catene infine si spezzarono
Nessun trionfo emerse dalla storia
Restò Solveig davanti a ciò che era
Con settecento anni nella memoria

Nessun nemico attendeva il suo giudizio
Nessun colpevole implorava assoluzione
Restava solamente una domanda
Sopravvissuta a ogni punizione

Quanto di noi appartiene ancora a noi
Quando viviamo contro chi ci ha colpito?
Quanto dell'altro abbiamo fatto nostro
Credendo d'averlo infine sconfitto?


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